GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • CONTATTI

Archivio

  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Luglio 2022
  • Maggio 2022
  • Gennaio 2022
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2020
  • Novembre 2019
  • Settembre 2019
  • Agosto 2019
  • Marzo 2019
  • Febbraio 2019
  • Gennaio 2019
  • Novembre 2018
  • Ottobre 2018
  • Settembre 2018
  • Agosto 2018
  • Gennaio 2018
  • Marzo 2017
  • Febbraio 2017
  • Dicembre 2016
  • Dicembre 2015
  • Novembre 2014
  • Luglio 2014
  • Aprile 2014
  • Ottobre 2013
  • Gennaio 2013
  • Novembre 2011
  • Ottobre 2011
  • Luglio 2011
  • Luglio 2009
  • Dicembre 2003

Categorie

  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • CONTATTI
786 Likes
679 Followers
CONTATTI
GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • CONTATTI
  • Opera

Il sogno di Cenerentola

  • Maggio 30, 2022
  • Olga Chieffi
Total
0
Shares
0
0
0

Dopo vent’anni trionfo per l’opera rossiniana firmata da Francesco Ciampa e Riccardo Canessa, pari a quella dell’allestimento 2002 del binomio Di Stefano-Livermore. Belle voci, su tutti Carlo Lepore, Teresa Iervolino e Vito Priante, nota di merito per i flauti, i clarinetti e i fagotti.

 “Certe volte mi facevo dei sogni talmente belli che mi parevano spettacoli di operetta di teatro…e quando mi svegliavo, facevo tutto il possibile di addormentarmi un’altra volta per vedere se era possibile di sognarmi il seguito. Ma allora la vita era un’altra cosa”. “Stanotte, per esempio, indovinate chi stava dietro ad un’asina con una pancia grossa così? La buon’anima del padre di Don Ferdinando: vostro suocero. E l’asina sapete chi era? Voi donna Concetta!”. Il portiere Michele de’ “Le voci di dentro” e Aglietello di “Non ti pago!” ci sono balenati nella mente all’aprirsi del sipario su’ “La Cenerentola” andata in scena sul palcoscenico del Teatro Verdi di Salerno, per la regia di Riccardo Canessa e la direzione di Francesco Ivan Ciampa. Il sogno de’ La Cenerentola è qui: il ritorno a quando “la gente era pura e genuina” e il sogno della “fortuna”, sia essa una quaterna o il principe che impalmi la figlia femmina o la speranza di essere sollevata dalla cenere del focolare. La cucina economica al centro del palcoscenico, Cenerentola che pela le patate, in laterale Clorinda e Tisbe alla toilette. Entra Alidoro per portare sul trono “la bontà in trionfo”, a fianco del principe Don Ramiro in cerca della sua sposa. Questo l’abbrivio de’ La Cenerentola di Riccardo Canessa attraversata da questo leit-motive con varianti significative di registro, di genere e di soluzione, i riferimenti al comico e la commedia che porta al lieto fine l’amore di Don Ramiro e Cenerentola, di contro, il quasi-tragico o il tragi-comico, quando il sogno della Fortuna o la ribellione ad essa porterà Clorinda, Tisbe e Don Magnifico a ricadere, più disillusi, sotto il giogo-gioco delle sue inafferrabili leggi. Scene in bianco e azzurro Napoli, come anche divise e vestiti dei personaggi buoni, principe, corteggio, Dandini e Alidoro, livrea rossa, invece per il nostro eccezionale Don Magnifico, impersonato da Carlo Lepore, che al ballo si trasforma in Gaetano Semmolone, il tutto firmato da Alfredo Troisi, mentre Dandini, un pari Vito Priante, emula Totò interprete dello scrivano Feliciello Sciosciammocca, protagonista della scarpettiana “Miseria e Nobiltà”, con tanto di citazione nel servizio della cena, con la zuppiera di spaghetti depredata con le mani, nonché con la perdita del baffo finto da parte di Dandini, nelle diverse chiamate al proscenio. Intuizioni felici, queste, che rivelano il teatro amato da Canessa, non quanto le proiezioni del ciuccio che vola e delle api, inutili sottolineature di quanto già si canta e l’evocazione sul muro della silhouette di Totò marionetta, a “benedizione” dei cantanti che nel celebrato sestetto del II atto “Questo è un nodo avviluppato”, si muovono proprio come lui, a simboleggiare quel meccanismo perfetto che è questo pezzo d’assieme, che prende avvio da un quartetto con canone alla quinta. Ecco, dunque, una “figlia della cenere” che diverte e incanta, grazie ad una convincente Teresa Iervolino, protagonista al centro della scena, prima timida e dimessa, risale poi la china, in pochi tratti con lo scatto e il lampeggiamento erotico, che vuol insegnarle Tisbe, e che fa addirittura citare al clavicembalista Maurizio Iaccarino, “I Wanna Be Loved By You”, a cui poi ha aggiunto nella trasformazione Bibbidi Bobbidi Boo e qualche nota dal Volo del calabrone, in piena estasi creativa. Angelina non può far non pensare alla Teresa Berganza, la più grande Cenerentola da poco scomparsa, e la Iervolino l’ha ricordata nella sillabazione mai troppo accentuata e la parola chiara, il melos che si è percepito nota per nota, nella sua profilatura, tanto che l’acrobazia, il canto fiorito, è passato in secondo piano, rispetto al timbro e all’inflessione. Non possiamo dir parimenti del tenore Francisco Brito, che ha arrancato nelle colorature, ancora acerbo nella sapienza di emissione, rendendo le ornamentazioni meccaniche, addirittura aiutandosi con il beccheggio del corpo, sparando negli acuti e quindi giungendo sfibrato e “impolverato” alla fine della rappresentazione. Il re del sillabato è Carlo Lepore, dal virtuosismo vocale eletto, in cui ogni nota con assoluta eguaglianza, viene sgranata e congiunta, e la tecnica implacabile a “coprirne” i suoni sul “passaggio” perché il colore e il peso di ognuna siano eguali. Di una sicurezza strabiliante ha fatto nascere dallo scavo psicologico , dall’intuito teatrale e dalla finezza musicale e dal gusto vocale il Don Magnifico di questa produzione, dalla cucina alla scena della cantina, sino al finale, strappando applausi a scena aperta. Vito Priante, Dandini, è elemento insostituibile in una produzione tale,  elegante nella sua aria di sortita “Come un’ape nei giorni d’aprile”, aggirandosi per una Salerno riprodotta attraverso i fregi, le fontane, le finestre dei palazzi del nostro centro storico, perfetto nel duetto con Carlo Lepore, in cui il sillabato diventa stroboscopico.  Incertezze dell’Alidoro di Tommaso Barea  nei pezzi d’assieme, mentre le due sorelle Clorinda (Barbara Massaro) e Tisbe (Rosa Bove) hanno giocato in coppia, accomunate dalla sciocca viltà che le caratterizza, con Tisbe, però, che ha ampiamente soverchiato la sorellastra per timbro e proprietà stilistica. Nei pezzi d’assieme si sovrappongono vocaboli  e pensieri, un modo frenetico per giungere  allo stato d’animo collettivo, infine al silenzio imbarazzante dove mulinano concetti non espressi, perfidie , colpe, vergogne. Giù in buca è difficile tenere i capi e sgrovigliare questi intricatissimi nodi. Ci è riuscito Francesco Ivan Ciampa mantenendo estrema calma e non tentando nulla che potesse far bloccare il delicato congegno ad orologeria, nonostante le diverse discronie tra i protagonisti e pure del coro, preparato da Felice Cavaliere. Rossini si sa ha piglio energico, può travolgere palcoscenico e orchestra, ma….e lo diciamo con l’avversativa di Rosina, Francesco Ivan Ciampa ha diretto una formazione esperta di cui non possiamo che dir bene, dominata come non mai dai flauti, dai clarinetti e dai fagotti, mentre qualche screziatura l’hanno offerta, purtroppo, ancora i corni e il primo oboe, fuori amalgama, per suono, con gli altri legni, che rappresentano l’altra, altissima, parola e anima rossiniana.  Applausi per tutti e lanci di rose dai palchi, cocchio con tiro a due pronto e vissero tutti felici e contenti.

Total
0
Shares
Share 0
Tweet 0
Pin it 0
Olga Chieffi

Potrebbe interessarti anche
Leggi tutto
  • Opera

Una Carmen figlia di questi tempi

  • Olga Chieffi
  • Ottobre 29, 2025
Leggi tutto
  • Opera

Ballo in Maschera, vicenda di varia umanità

  • Olga Chieffi
  • Ottobre 15, 2025
Leggi tutto
  • Opera

Buon Compleanno, Vincenzo Costanzo!

  • Olga Chieffi
  • Ottobre 5, 2025
Leggi tutto
  • Opera

Turandot e il sacrificio “cristologico” di Liù

  • Olga Chieffi
  • Settembre 28, 2025
Leggi tutto
  • Opera

A Pekino, al tempo delle favole, con la Musica protagonista

  • Olga Chieffi
  • Settembre 19, 2025
Leggi tutto
  • Opera

Vincenzo Costanzo è Maurizio di Sassonia a Tolosa

  • Olga Chieffi
  • Giugno 20, 2025
Leggi tutto
  • Opera

Un Rigoletto tra Salò e Salon Kitty

  • Olga Chieffi
  • Giugno 3, 2025
Leggi tutto
  • Opera

Le “voci” di Norma

  • Olga Chieffi
  • Maggio 12, 2025
Articoli Recenti
  • 1
    Domenico Bartolucci e Jacopo Sipari per il Giubileo: La tempesta sul lago
    • Novembre 19, 2025
  • 2
    Sul podio di Lipsia sale Jacopo Sipari
    • Novembre 7, 2025
  • 3
    Una Carmen figlia di questi tempi
    • Ottobre 29, 2025
  • 4
    Un ponte per due: Umano troppo umano
    • Ottobre 29, 2025
  • 5
    Anniversaires: la musica di Ravel e Bizet
    • Ottobre 17, 2025
LEGGI ANCHE
  • Ri-tratti ‘via col vino’: cantina La-Vis allo Studio Cerzosimo
    • Ottobre 17, 2025
  • L’iperbolico trombone di Vincenzo Turriziani
    • Ottobre 15, 2025
  • Ballo in Maschera, vicenda di varia umanità
    • Ottobre 15, 2025
CATEGORIE
  • Arte (47)
  • Concerti (244)
  • Opera (71)
  • Sinestesie (63)
  • Teatro (51)
GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
  • T&C
  • Privacy Policy
Recensioni, musica, teatro, arte, danza, fotografia e spettacolo a cura di Olga Chieffi

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.Ok