GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • CONTATTI

Archivio

  • Ottobre 2026
  • Agosto 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Luglio 2022
  • Maggio 2022
  • Gennaio 2022
  • Febbraio 2021
  • Gennaio 2020
  • Novembre 2019
  • Settembre 2019
  • Agosto 2019
  • Marzo 2019
  • Febbraio 2019
  • Gennaio 2019
  • Novembre 2018
  • Ottobre 2018
  • Settembre 2018
  • Agosto 2018
  • Gennaio 2018
  • Marzo 2017
  • Febbraio 2017
  • Dicembre 2016
  • Dicembre 2015
  • Novembre 2014
  • Luglio 2014
  • Aprile 2014
  • Ottobre 2013
  • Gennaio 2013
  • Novembre 2011
  • Ottobre 2011
  • Luglio 2011
  • Luglio 2009
  • Dicembre 2003

Categorie

  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • CONTATTI
786 Likes
679 Followers
CONTATTI
GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
  • Arte
  • Concerti
  • Opera
  • Sinestesie
  • Teatro
  • CONTATTI
  • Opera

Vincenzo Costanzo: Nessun Dorma!

  • Agosto 17, 2026
  • Olga Chieffi
Total
0
Shares
0
0
0

Il tenore napoletano ha sciolto in bellezza il mistero sul suo Calaf, nel prestigioso Summer Opera Festival di Varna, con al suo fianco la Turandot perfetta di Saioa Hernandez e sul podio, alla testa dell’Orchestra del teatro nazionale bulgaro, l’empatico direttore pucciniano Jacopo Sipari di Pescasseroli

Il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli

“Quando la stagione estiva è nel suo pieno sviluppo, il critico è come il somarello che sotto la frusta cerca lungo il sentiero di strappare coi denti qualche foglia di lauro alle siepi. Correndo col suo taccuino da uno spettacolo all’altro, egli s’industria di comporre una frase, di definire un ricordo, di masticare una recensione”. Parole di Bruno Barilli, queste, attraverso cui diamo inizio alle Summer Memories di quest’anno, inaugurandole con la Turandot del Teatro dell’Opera Nazionale di Varna, che ha visto in scena un cast di riconosciuto prestigio, con la regia di Kuzman Popov, i costumi e la scenografia di Nela Stoyanova, l’orchestra e le masse corali del teatro bulgaro, e in formazione, una piccola rappresentanza del Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, che vede Manuel Pio Magurno al clarinetto, Giovanni Russo e Rosa Orlotti al corno, con Francescopio Sandulli alla tromba e Antonietta Lamberti all’arpa, una Turandot classica con tutte le cineserie e le lacche  di tradizione e le voci di Saioa Hernandez, nel ruolo del titolo (mentre in replica ha cantato Gabriela Georgieva), il tenore napoletano Vincenzo Costanzo, che ha debuttato il ruolo di Calaf (in seconda replica Valeriy Georgiev) e della coppia Marija Jelić e Ilina Mihaylova che hanno condiviso il ruolo di Liù, nel corso delle due recite. E’ il sogno e la sfida di tutti i tenori lanciare quel “Vincerò”, ma Calaf non è solo quell’aria, quel “Nessun dorma!” attesissimo, ice & fire proprio come la Principessa Turandot, per tecnica e passione, due sono i Si, sull’acclamazione “Ti bacio e sei mia!” ed il momento di massima espansione vocale sulla frase finale “Vincerò!” dove il Si è tenuto come acuto di corona sull’ultima sillaba, anche se nella partitura originale esso è breve e cade sulla sillaba “ce”, ma la tradizione consolidata prevede di prolungarlo, nell’economia della frase musicale, e il tenore Vincenzo Costanzo ha spazzato ogni ombra, ogni dubbio su questo nuovo ruolo, in cui è inutile nascondere, nel “sistema” teatro lirico, il più delle volte è affidato a voci al tramonto, inadatte o imposte. E’ oramai,  Costanzo il ruolo, che gli è costato mesi di studio, subito dopo il convincente debutto dell’Andrea Chenier catanese, la cui difficoltà non risiede solo nell’ampiezza dell’estensione, ma nella costante sollecitazione della zona di passaggio e nella penetrazione richiesta, di fronte a una massa orchestrale pucciniana al suo massimo sviluppo tardo-romantico e impressionista. Infatti, a differenza dei ruoli lirici pucciniani, come Rodolfo, ad esempio, Calaf deve sfoggiare un timbro brunito e una proiezione ben più importante, nel II Atto (la scena degli enigmi), il principe deve competere all’ottava con il soprano drammatico di agilità, affrontando un tessuto orchestrale denso d’ ottoni e percussioni. Il ruolo richiede al contempo un legato impeccabile di grande scuola, per sostenere frasi liriche come “Non piangere, Liù” o la celebre romanza del III Atto. Non ultima, la facilità nel modulare i suoni attraverso il celebrato “sul fiato”, al quale Vincenzo Costanzo, che ha rivelato tutti i numeri, ha unito la resa drammaturgica, a cui ci ha abituati, esprimendo la fierezza e il romanticismo del principe, schizzandolo con un fraseggio di rara intelligenza, mettendo in luce anche la sua umanità e vulnerabilità, ben oltre la sola veste eroica. La Signora Saioa Hernadez ha dato la giusta interpretazione alla frigida Turandot alla quale possiamo appiccicare tutte le etichette che vogliamo, dalla freudiana alla schoenberghiana, senza vietarci di osservare la casualità del rapporto. La Hernadez è, oramai, una principessa di grande mestiere, che conosce benissimo la vocalità di Turandot, arrampicata di continuo sulle pareti di sesto grado di una tensione intervallare, su cui ha piantato i suoi esperti appoggi, che la hanno resa inespugnabile, musa nera per eccellenza, nel primo atto, quindi smascherata da Liù, da quel sacrificio, da quel taglio, da quell’infinito dolore, che ha trasformato Turandot in donna. Il ruolo di Liù ha avuto con Marija Jelić, un altro debutto in scena. La sua apparente semplicità nasconde insidie esecutive notevoli, sia sul piano strettamente tecnico sia su quello dell’interpretazione scenica e drammatica: Puccini scrive per Liù indicazioni dinamiche quasi estreme. La vera sfida tecnica risiede nel mantenere un suono morbido, rotondo e proiettato pur cantando in pianissimo (ppp), senza mai cadere nel falsetto debole o nel suono stimbrato. Le sue frasi sono caratterizzate da un legato lunghissimo e da passaggi all’acuto che richiedono una gestione del fiato irreprensibile, con un appoggio diaframmatico costante per sostenere note tenute a lungo a un volume bassissimo. Prescrizioni che non abbiamo sempre rilevato nella Marija Jelic, giovanissima e oltremodo emozionata, anche se è riuscita a tenere la scena attraverso la sottigliezza, la misura e la veridicità dell’accento, evitando la retorica melodrammatica superficiale. L’orchestra dell’Opera è cresciuta, con il direttore principale ospite il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, il quale ha svolto un ottimo lavoro su tutte le sezioni, avvalendosi dei superbi rappresentanti della scuola salernitana dei fiati, accortissimo al rapporto tra buca e palcoscenico, con due debuttanti, da “mantenere”, Vincenzo Costanzo e Marija Jelić,  freddo nell’imprevisto, ma ispirato e spirante nella chiusura del secondo atto, con la morte di Liù, su quel Si dell’ottavino (non preciso in questa occasione), suono, ritenuto da Roberto De Simone il più triste di tutti, sul quale costruì il suo Stabat, che rappresenta tutto il pianto del mondo. Un Si che ha il compito di far percepire la terra, il terreno, come un principio di assorbimento e, insieme di nascita: abbassando, si seppellisce e si semina, e, nel medesimo tempo, si dà la morte, per poi ridare nuova luce, nuova vita. Vita che ha poi salutato il trionfo finale della versione di Franco Alfano, aprendo all’applauso e alla standing ovation del pubblico. Deliziose le ballerine che hanno interpretato le tentazioni di Calaf e le ancelle di Turandot, punto di forza del teatro di Varna e menzione anche per i piccoli cantori delle Voci bianche. A completare il cast Ping (Plamen Dimitrov), Pang (Artem Arutyunov), Pong (Plamen Raykov), le maschere, non all’altezza dei protagonisti, Timur, al quale ha dato voce Deyan Vatchkov, Altoum, Mihail Valchev  e un mandarino, Velin Mihaylov. Nuovi ruoli attendono il nostro tenore da Radames al Vassili per Siberia e il Loris Ipanoff della Fedora che inaugurerà la stagione de’ La Fenice e che lo pone oggi tra i massimi interpetri internazionali di Umberto Giordano.

Vincenzo Costanzo è Calaf

 

 

 

 

 

Total
0
Shares
Share 0
Tweet 0
Pin it 0
Olga Chieffi

Potrebbe interessarti anche
Leggi tutto
  • Opera

Carmen, l’istante, la libertà

  • Olga Chieffi
  • Ottobre 7, 2026
Leggi tutto
  • Opera

Diptych di Giacomo Puccini con Jacopo Sipari

  • Olga Chieffi
  • Giugno 30, 2026
Leggi tutto
  • Opera

Ermonela Jaho: l’ultima Violetta

  • Olga Chieffi
  • Giugno 30, 2026
Leggi tutto
  • Opera

Vincenzo Costanzo: “oltre” Cavaradossi

  • Olga Chieffi
  • Giugno 21, 2026
Leggi tutto
  • Opera

Antimo Dell’Omo performance di razza

  • Olga Chieffi
  • Giugno 21, 2026
Leggi tutto
  • Opera

Il barbiere di Siviglia si ripiglia

  • Olga Chieffi
  • Giugno 8, 2026
Leggi tutto
  • Opera

Madama Butterfly secondo Donata D’Annunzio Lombardi

  • Olga Chieffi
  • Maggio 20, 2026
Leggi tutto
  • Opera

Carlo e Giulia Lepore padre e figlia in palcoscenico

  • Olga Chieffi
  • Maggio 8, 2026

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti
  • 1
    Carmen, l’istante, la libertà
    • Ottobre 7, 2026
  • 2
    Vincenzo Costanzo: Nessun Dorma!
    • Agosto 17, 2026
  • 3
    Diptych di Giacomo Puccini con Jacopo Sipari
    • Giugno 30, 2026
  • 4
    Ermonela Jaho: l’ultima Violetta
    • Giugno 30, 2026
  • 5
    Orchestra di Fiati una fiamma mai spenta
    • Giugno 21, 2026
LEGGI ANCHE
  • Vincenzo Costanzo: “oltre” Cavaradossi
    • Giugno 21, 2026
  • Antimo Dell’Omo performance di razza
    • Giugno 21, 2026
  • Il barbiere di Siviglia si ripiglia
    • Giugno 8, 2026
CATEGORIE
  • Arte (50)
  • Concerti (258)
  • Opera (98)
  • Sinestesie (71)
  • Teatro (54)
GRAFFIANDO di Olga Chieffi GRAFFIANDO di Olga Chieffi
  • T&C
  • Privacy Policy
Recensioni, musica, teatro, arte, danza, fotografia e spettacolo a cura di Olga Chieffi

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.