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Carlo e Giulia Lepore padre e figlia in palcoscenico

  • Maggio 8, 2026
  • Olga Chieffi
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Non solo musica, un debutto assoluto, tanta responsabilità e differenti emozioni per due musicisti che si ritrovano nella produzione dell’opera “Il Signor Bruschino” in scena al teatro Verdi di Salerno

 

 

 

Carlo e Giulia Lepore    Storie dietro le quinte, un cognome “pesante” quello dei Lepore, una famiglia intera impegnata nella musica da papà Carlo, basso-baritone del gotha internazionale della lirica, che qui a Salerno, nei panni del Gaudenzio de’ “Il Signor Bruschino, avrà al suo fianco la figlia Giulia che darà voce alla cameriera Marianna, quindi i figli Oscar e Lorenzo che rappresentano la parte “leggera” e cantautorale. Abbiamo raggiunto il Maestro a Londra dove è impegnato ne’ “Le nozze di Figaro” mozartiane, prima del debutto salernitano.

 

 Maestro, dobbiamo predicarla quale anima rock, Gaston o baritono lirico, visti i suoi trascorsi?

Da 35 anni sono un cantante lirico,(basso) ma non ci sono nato. Da ragazzo ascoltavo la musica dei miei coetanei, era diffcile appassionarsi alla lirica,  e io suonavo la chitarra in un gruppo rock e volevo conquistarmi una tecnica che mi condusse a prendere lezioni da un maestro di canto. Poi mentre ero in conservatorio mi chiamarono a doppiare Gaston della Bella e la Bestia perché nell’ originale inglese era una voce impostata. Ovviamente questo episodio resta ancora nella storia e nella memoria dei bambini di quel  periodo .

Quale grande Maestro in tutti i sensi riuscì a convincerLa a dedicarsi alla lirica, come fece a farLe scattare la fatidica scintilla?

Il primo maestro che mi introdusse alla lirica si chiamava Gastone Sorgi era un basso e mi invogliò al genere, anche se non avrei mai pensato che potesse appassionarmi, dicendomi che avevo una predisposizione naturale. Provarci fu una sfida. Una curiosità iniziale la scintilla che provocò l’ incendio susseguente.

Da Lucrezia Borgia al suo Rossini, qui a Salerno nel ruolo di Gaudenzio, che personaggio è?

Ultimamente ho debuttato tanti ruoli diversi, anche seri (Alfonso della Borgia, Don Carlo, Norma, Macbeth, Lucia di Lammermoor, Sonnambula) ma sempre belcantistici come lo è la musica di Rossini , forse il più difficile, da cui ho iniziato e porto ancora in repertorio. A Pesaro conobbi Alberto Zedda seguendo l’ accademia Rossiniana .Rossini è diventato l’ autore di cui ho più opere in repertorio e mi ha portato nei maggiori teatro del mondo. Gaudenzio è il tutore di Sofia, una sorta di Don Bartolo del Barbiere, ma la scrittura è diversa. Appartiene al genere delle farse, e fu rappresentata al Teatro S.Moise di Venezia nel 1813. A Pesaro la abbiamo registrata in DVD, con la direzione di Daniele Rustioni, oggi la riprendo col M.Jordi Bernaçer e la regia di Raffaele Di Florio.  È un’ opera che, come il Barbiere, non ebbe grande successo all’ epoca, criticata perché nella sinfonia gli orchestrali dovevano battere l’ archetto sul leggio.

Cosa è basilare per cantare Rossini? Voce, estensione, agilità e…..

Vocalmente la parte richiede ampia estensione, linea di canto e stile rossiniano

In questa produzione i Lepore son due Carlo e Giulia, cosa prova per il debutto di sua figlia, quanto ha influito nella sua formazione.

Tra le emozioni che si susseguono nel vedere i figli, tutti appassionati di musica, Giulia è la sola che adora la lirica, le auguro un futuro radioso perché è brava e sta facendo la gavetta, come ho fatto io. È una ragazza che sa quello che vuole, determinata e studiosa, un vero orgoglio essere suo padre ma non suo maestro, i figli raramente danno ascolto ai genitori,  e forse proprio per questo ha scelto la musica spontaneamente. Sicuramente l’ ha assorbita, quando studiavo Turandot per la Scala, coi suoi fratelli interessatissimi dalla principessa che faceva mozzare le teste, mentre lei piccolissima, snocciolava la parte di Ping e in tutti i viaggi che abbiamo fatto insieme, per una vita sempre in movimento. Giulia è venuta da sola  a Buenos Aires per vedere la Cenerentola, mi ha seguito in Giappone ha assistito alle prove del Maestro Muti di Nozze di Figaro, non penso sia poco, per attestarne la passione e la giusta scelta di calcare i palcoscenici.

Giulia Lepore, un cognome “pesante” nel mondo dell’opera, domani al debutto qui a Salerno, ne’ “Il Signor Bruschino”, per di più con suo padre in produzione. Una Marianna più sicura con Gaudenzio Lepore sul palcoscenico, un maggior carico di responsabilità o altro?

In primis responsabilità e professionalità. Ci trattiamo da colleghi tanto che ho chiamato mio padre Carlo, senza accorgermene, nei corridoi del teatro. Non è un debutto assoluto insieme, però, poiché siamo stati i protagonisti del concerto inaugurale di Sorrento Classica due anni or sono, con un programma interamente dedicato al belcanto.

Ci descrive il suo personaggio, Marianna? Quali le difficoltà per interpetrarla?

Marianna è un personaggio arguto, scaltro, intelligente e anche tenero, al tempo stesso, in particolare nei confronti di Sofia e di Florville, e partecipa dell’inganno, affinchè possa realizzarsi il loro sogno d’amore. Inizialmente è un po’ gelosa, poiché lei è la confidente di Sofia, oltre ad essere la governante al servizio di Gaudenzio, ricordando meccanismi mozartiani e anticipando anche un po’ il Barbiere di Siviglia. E’ un personaggio che mi piace molto, parente della Despina, del “Così fan tutte” che ho debuttato qualche mese fa, e mi ritrovo in questo ruolo di cameriera che in Mozart è il vero motore della storia. La difficoltà di questo ruolo è che bisogna “recitare” anche nei silenzi, ammiccando, comunicando i pensieri, e la situazione in cui è calata, poiché io ho pochi interventi musicali. La difficoltà è proprio nella mimica e in quei silenzi che devono parlare (“Silenzio cantatore” (n.d.r.)

Non solo canto, ma direi polistrumentista e musicista curiosa, corde e fiati, convergenze e divergenze, voce come strumento e strumenti quali voci?

Sono cresciuta in un ambiente musicale e sono stata avvicinata da piccolissima al pianoforte, quindi, a scuola ho studiato la chitarra classica e sono giunta al livello di eseguire le opere di Mauro Giuliani per voce, Cavatine, Lieder, Ariette, accompagnandomi da sola. Po,i giunto il momento di intraprendere gli studi al Conservatorio ho scelto la scuola di canto. Riguardo la voce la considero uno strumento a tutti gli effetti, più delicato ma tale è poi considerarla tale, quindi, il contrario per fiati e corde, ovvero lirismo e virtuosismo spinto è una delle caratteristiche della scuola napoletana.

Pensi di insegnare un giorno, di trasmettere il tuo amore per la musica?

Lo faccio già. Insegno musica alle scuole medie di Scampia, zona di confine. Mi piace molto e per me è una missione avvicinare quei ragazzi a quest’arte. Credo che la musica sia salvifica ed è linguaggio realmente universale. Li faccio cantare e allestisco anche qualche scena d’opera, poi tanto ascolto, per un pubblico del domani e chissà, se qualcuno di questi ragazzi sceglierà di percorrere la strada dell’arte, per me sarà già una vittoria. In questa scuola di talenti ce ne sono veramente tanti, da voci bianche naturalmente in maschera a splendidi vibrati naturali, d’altra parte siamo nella terra di Partenope.

Non solo super Carlo musicista in famiglia ma anche i fratelli, per una Lepore Band?

Si i fratelli Lepore, Giulia Oscar e Lorenzo. I maschi di famiglia sono orientati per il genere cosiddetto “extra-colto”, ma si sa la musica è una. Oscar è Rock-Pop, suona chitarra e basso elettrico ed ha seguito anche un corso di liuteria, mentre Lorenzo è cantautore e suona il pianoforte. Ha composto una canzone “Leggermente” che mi ha proposto di incidere.

Cosa occorre per far felice Giulia?

Amo condividere le esperienze, anzi qualsiasi cosa. Ho il piacere di parlare, di stare in compagnia, del rapporto umano sincero e spensierato. E’ importante saper vivere da soli ma…..odio la solitudine.

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Olga Chieffi

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