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F.I.M.E. 2026: Il sorriso delle arti nel segno di Francesco

  • Aprile 8, 2026
  • Olga Chieffi
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Anniversari, da Francesco a Beethoven, da Duke Ellington a Mozart nel cartellone della XLII edizione del Festival di Mezza Estate, presentato nel palazzo dell’Emiciclo di L’Aquila. Ventiquattro appuntamenti musicali attorno ai quali ruoteranno tutte le arti da quelle visive alla scrittura, per un cartellone firmato dal direttore artistico Jacopo Sipari di Pescasseroli, che festeggia il decennale della direzione artistica

Abigeila Voshtina Plays Mozart
Cristiano de Andrè

 L’indicatore ordinale posto al lato del 42, per l’edizione alla quale è giunto il Festival di Mezza Estate del 2026 è il rosone della cattedrale di Assisi. Un simbolo che è un ponte tra l’umano e il divino, un “mandala cristiano” che invita alla meditazione attraverso la geometria, un segno che vuole fissare le intenzioni di questo contaminato festival dedicato a San Francesco d’Assisi, nell’anno celebrativo dell’ ottavo centenario dalla morte. Un anno importante per Tagliacozzo che conserva le spoglie di Tommaso da Celano, biografo e testimone della santità di Francesco, che omaggerà anche con questo composito cartellone, improntato all’amore del frate per tutte le arti e, in particolare, per la Musica. L’accogliente borgo di Tagliacozzo, ospiterà dal 31 luglio sino al 29 agosto ben ventiquattro eventi tra concerti, prime assolute, balletto, teatro, lirica, firmati dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, da poco insignito dell’Oscar della lirica, quale bacchetta emergente, nonché della Gold Fenix consegnatagli dall’ Orchestra e dalla Soprintendente dell’Opera di Stato Bulgara, in Varna, Daniela Dimova, in occasione degli ottant’anni della formazione, della quale si pregia essere direttore musicale, che festeggia un decennio alla testa di questa fuoriserie musicale, che si pone come uno dei festival storici della nostra nazione. “Sono onorato e soddisfatto – ha dichiarato un emozionato il direttore artistico Jacopo Sipari di Pescasseroli – per questo decennale del Festival Internazionale di Mezza Estate molte cose sono cambiate e grazie ad un impegno continuo, per il quale alla chiusura dell’ ultimo riflettore, già si comincia ad immaginare, a ricercare lo spunto per l’edizione successiva, sempre al servizio di un pubblico assolutamente eterogeneo e internazionale quale è quello del F.I.M.E. Quest’anno, oltre che variegare ancora più un evento che riesce ad attirare sempre maggior pubblico, abbiamo attivato gli abbonamenti e la vendita dei biglietti ben quattro mesi prima, per permettere a tutti di “invadere” gioiosamente Tagliacozzo e il suo sinestetico territorio”. Il Maestro Jacopo Sipari, ha quindi presentato il cartellone, ospite dell’ Assessore ai beni e alle attività culturali e allo spettacolo della Regione Abruzzo Roberto Santangelo, che ha commentato come il F.I.M.E. renda omaggio ai grandi protagonisti della musica e dello spettacolo italiano, rafforzando da sempre il ruolo strategico di Tagliacozzo e delle aree interne abruzzesi nel panorama culturale nazionale. Traguardo importante quello della quarantaduesima edizione, con un cartellone e un format di successo, che va ad inserirsi in una casella privilegiata per la programmazione di l’Aquila città della cultura grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa linea infinita, di salvaguardia e divulgazione della bellezza, mission della direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché del Sindaco Vincenzo Giovagnorio e della sua delegata alla cultura Alessandra Ricci, unica uscita di sicurezza e speranza di cambiamento di uno scenario malato ove si ha da costruire la pace non come un lusso spirituale, ma come un fondamento indispensabile di ogni futuro umano. “Sono veramente felice del programma allestito per la 42ª edizione del nostro Festival Internazionale di Mezza Estate – ha commentato il Sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio – che quest’anno si inserisce in un contesto storico e spirituale di particolare rilievo, celebrando gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. A Tagliacozzo, infatti, accanto al Chiostro ove si svolge gran parte dei concerti e degli spettacoli, sorge una delle prime Chiese al mondo dedicata al Poverello d’Assisi che, dal 1516, custodisce le spoglie mortali del suo primo biografo, autore, tra l’altro della celebre sequentia mortuorum Dies Irae, Tommaso da Celano. In questo contesto, il Festival Internazionale di Mezza Estate si conferma come uno dei principali appuntamenti culturali dell’estate italiana, capace di coniugare la qualità artistica delle sue proposte con la valorizzazione della storia e dell’identità del territorio. Tagliacozzo ne è orgogliosa e si prepara ad accogliere artisti e pubblico con la consueta ospitalità!”. Orchestra residente è la formazione della Istituzione Sinfonica Abruzzese, rappresentata dal suo Presidente Alberto Mazzocco, il quale ha sottolineato la potenza della musica, il suo essere curativa, avendo toccato con mano questo suo aspetto nella mission sposata per L’Aquila capitale “Recovery Sound Art” che porta concerti nelle RSA e ospedali del territorio (Sin dal periodo preomerico, la musica era integrata con la medicina: Chirone il centauro, maestro di musica di Achille, era sia musicista che medico, parimenti, lo stesso Apollo, dio della musica era protettore della medicina. ndr.)

Francesco Gabbani

Apertura il 31 luglio nel chiostro di San Francesco alle ore 21,30, con l’ oratorio pop “Faccia a faccia con San Francesco. Poeta e Dio e del Mondo”, su testi di Davide Rondoni che presterà la sua voce al reading e la voce solista di Simona Molinari. Sul podio salirà l’autore dell’intensa partitura Roberto Molinelli, alla testa della Sinfonica Abruzzese e delle due corali, la Gran Sasso, preparata da Carlo Mantini e la 99, guidata da Ettore Maria Del Romano. Due i titoli del balletto dell’ Opera Nazionale di Varna che la Sovrintendente Daniela Dimova, porterà al F.I.M.E. Don Chisciotte, in scena nel chiostro il I agosto alle ore 21,15,con le coreografie di Sergei Bubrov, sulle musiche di Léon Minkus, costruite intorno all’amore di Kitri (Andrea Conforti) e Basilio (Danil Motkov) con l’inserimento dell’atto bianco delle Driadi, dove sogno e realtà si intrecciano poeticamente, per quindi assistere alle danze caretteristiche, zingaresca, jota, seguidilla, fandango, accanto alla più classica variazione di Dulcinea. Il giorno successivo il 2 agosto, andrà in scena Biancaneve e i sette nani, un titolo raro per l’Italia, che si avvarrà delle coreografie di Sergej Bubrov, su musiche di P. I. Čajkovskij, S. Rachmaninov e C. Pugni, con Martina Prefeto nel ruolo del titolo, Danilo Motkov in quello del Principe Azzurro , mentre la Regina Cattiva sarà Teodora Galabova. La coreografia porrà in evidenza un gruppo di giovani talenti maschili, nel ruolo buffo ma nello stesso tempo non privo di difficoltà nonché difficili passi di danza “di carattere” della tradizione russa, dei “Sette nani”. Tecnica, virtuosismi, cambi di scena per la gioia e il divertimento di grandi e piccini. Il 3 agosto, sempre nel chiostro, alle 21,15, l’ Accademia di Donata D’Annunzio Lombardi proporrà il concerto per i 125 anni dalla scomparsa di Giuseppe Verdi con i soprano Rossella Vingiani, Rebecca Sois, Ginevra Gentile, Simona Ritoli, Federica Di Trapani e Giada Borrelli, i mezzosoprano, Valentina Pernozzoli, Lucrezia Ianieri ed Ester Esposito, i tenori Francesco Lucii e David Esteban, ed i baritoni, Antimo dell’Omo e Luca Bruno, con special guest la Maestra, il soprano Donata D’Annunzio Lombardi. Omaggio a Johann Bach in chiostro, il 4 agosto con Bachanale, un viaggio centrifugo nella musica bachiana di e con Mario Margiotta, non una semplificazione né una semplice rilettura in chiave jazz, la sua, ma, piuttosto, una trasformazione dell’invenzione musicale di Bach che ne rinnova lo spirito innovativo e rivoluzionario. Portrait di Ludwig van Beethoven, il 5 agosto nel chiostro di San Francesco, ove alle ore 21,15, con  il concerto sarà inaugurato da una Cantata per Soprano e Orchestra in prima esecuzione assoluta di Luca Fialdini, per poi passare al preludio alle celebrazioni dei 200 anni dalla morte di Ludwig Van Beethoven con Marcin Nalecz Niesiolowski sul podio dell’ Isa e ospite il pianista Costantino Catena a proporre il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra op. 73 “Imperatore”, del quale è famosa l’ultima pagina, con l’inedito abbinamento di timpano solo e pianoforte in un calando armonico pieno di screziature, un diminuendo accorto e un poco malizioso, prima che il solista tagli corto con la pirotecnica conclusione. Finale carismatico con la  Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67,  il Beethoven titanico, ma anche un Beethoven più asciutto e meno enfatico rispetto a quello dell’Eroica. La forma stessa è essenziale, senza espansioni retoriche, la coerenza interna rigorosa. I temi sono netti e concisi, come lo scarno inciso d’apertura, un motto di sole quattro note, l’inciso “del destino”. Concerto celebrativo in onore di Duke Ellington, il 6 agosto, nel chiostro, alle 21, 15, pianista, band-leader, musicista che in sessant’anni di attività ha prodotto circa 1200 composizioni, consistenti in centocinquanta ore di musica personalissima, riconoscibile alle prime battute, spesso toccata dal soffio della poesia, aristocratica e popolare, colta e disimpegnata, lirica ed effervescente, impossibile da definire in tutte le sue sfaccettature, certamente la più fulgida testimonianza dell’arte nero-americana del nostro Millennio. Per i 100 anni del Secondo Sacred concerto, in palcoscenico ci sarà la Big Band “Jazzualdo”, diretta da Dino Plasmati e con ospite la voce di Louisana Lorusso, sostenuta da un coro gospel, in co-produzione con il Conservatorio “G. da Venosa”. Venerdì 7 agosto, sarà Antonino Spadaccino a confrontarsi con le grandi melodie dei big, alle 21,15 nel quadriportico di San Francesco, con i capolavori di Giorgia, Mina, Battisti, Mango, Cocciante, Dalla, Concato, Baglioni, arrangiati da Walter Sivilotti, insieme all’ orchestra dell’ Isa, diretta da Dian Tchobanov. Dalle villanelle antiche ai grandi classici della tradizione napoletana. Più che una semplice antologia di canti popolari, questo concerto è un viaggio nella memoria viva di Napoli, un percorso che dalle villanelle cinquecentesche e dal repertorio barocco conduce fino ai classici moderni del repertorio di Peppe Barra, che sarà sul palco del Fime, l’ 8 agosto, per offrire, con lo spettacolo “Napoli, l’anima e il suono”, un’esperienza teatrale, emotiva e profondamente contemporanea, attraverso arrangiamenti moderni e la collaborazione con la Medit Orchestra diretta da Angelo Valori, la contaminazione diventa linguaggio: strumenti classici e sonorità contemporanee si intrecciano, restituendo nuova linfa a materiali antichi. Mezzogiorno nella faggeta di Marsia, il 9 agosto, con la voce di Napoli, Napulammore, in compagnia di un trio composto da Osvaldo Caruso alla chitarra, Francesco Santoro, alla voce e tammorre e Marco Adovasio, al mandolino. Tributo a Franco Battiato, il 9 agosto con Giovanni Caccamo capace di onorare l’eredità del suo mentore, dando nuova linfa alla canzone ridefinendo nel suo ultimo album i canoni dei linguaggi, tenendo come stella polare il peso della parola, che sarà sostenuto dalla formazione dell’Isa, diretta da Simon Krecic. Sotto le stelle di San Lorenzo, il 10 agosto, ascolteremo i più grandi successi della storia del rock e del pop in un grande show che unisce musica, spettacolo e un imponente allestimento scenico. Un viaggio emozionante attraverso le canzoni che hanno segnato intere generazioni, interpretate da straordinari artisti accompagnati da un coro di oltre cento voci. Da Michael Jackson ai Queen, dai Pink Floyd ai Led Zeppelin, passando per Elton John, Madonna, U2, George Michael, Cyndi Lauper, Beatles e molti altri: i classici intramontabili del rock e del pop internazionale tornano sul palco con nuovi arrangiamenti capaci di esaltare l’energia e la potenza delle versioni originali. L’11 agosto, sempre nel Chiostro di San Francesco alle 21,15, il pubblico sarà catapultato in  un vero e proprio viaggio nella musica del Cinema, un percorso , attraverso le colonne sonore dei film firmati dai più grandi registi della storia del cinema che diventano così protagoniste, restituendo atmosfere, dal titolo Cinema Paradise, emozioni e visioni che hanno segnato intere generazioni di spettatori in tutto il mondo: da Nino Rota a Ennio Morricone, da John Williams a Michel Legrand, da Armando Trovajoli a Piero Piccioni fino ai grandi maestri contemporanei, con il violino dalla KonzertMeister Laura Marzadori e le percussioni del teatro alla Scala di Milano, Igor Caiazza, il pianoforte eclettico di Danilo Rea e l’orchestra dell’Isa diretta da Rafal Janiak. Il 12 agosto il cartellone propone lo spettacolo di Rita Pavone dal titolo “Un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”, che celebra i suoi oltre 60 anni di carriera: un talk musicale in cui Rita Pavone esplora le tappe chiave della sua carriera attraverso reinterpretazioni acustiche dei propri brani, curate da Riccardo Bertuzzi alla chitarra e Fabio Gangi al pianoforte, in un racconto unico e inedito. La leggenda Whitney Houston rivive il 13 agosto nel chiostro di San Francesco, con la voce di Belinda Davids e la formazione dell’ Istituzione Sinfonica Abruzzese, diretta da Roberto Molinelli. La Davids con le sue quattro ottave di estensione vocale e le raffinate sfumature, riescirà a modulare il canto con varietà infinita, come se fosse uno strumento, per ridare voce ad una delle più grandi cantanti del secolo breve. Pang: “Turandot non esiste!” Ping: “Non esiste che nel niente nel quale ti annulli!” Pong, Pang: “Turandot non esiste!”.  E’ questa l’idea che la principessa Turandot come essere umano reale “non esiste”, essendo piuttosto un’ idea, un mito o una figura fantasmagorica nel quale ci si annulla. Turandot non esiste è lo spettacolo che celebrerà i 100 anni dalla prima rappresentazione dell’opera di Giacomo Puccini, il 14 agosto nel chiostro di San Francesco. Si ride, si piange, ci si spaventa, Turandot non esiste è uno spettacolo che è quasi teatro canzone/cabaret che ci accompagna nell’opera e nella vita di Puccini e degli artisti moderni. E’ teatro e performance moderna, scritto e con Valentina Scheldhofen Ciardelli e Costantino Buttitta, con Stefano Teani, attore/pianista, diretti da Benjamin Balthazar Lebigre, che restituisce all’opera quella sua fresca e onesta veste popolare con cui nasce, coraggiosamente strappata via ai dogmi e la musica diventa un personaggio, una presenza magica che ipnotizza e si impossessa dei performer. Il 17 agosto sarà il giorno del concerto all’alba, nella cornice abituale del Santuario della Madonna d’Oriente. Quest’anno appuntamento alle ore 6 con il violino di Abigeila Voshtina, la quale incontrerà l’Orchestra ICO Suoni del Sud diretta da Amos Talmon, per il 270° anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart. Programma monografico con l’Ouverture da Le nozze di Figaro, che segna anche questa folle journée del festival, a seguire il concerto n°3 in sol maggiore, K 216, il primo dei cinque concerti per violino di Mozart in cui si avverte una vera personalità artistica, staccandosi dai modelli galanti dell’epoca per abbracciare una profondità emotiva maggiore, per quindi chiudere con la Sinfonia K551, in do maggiore la Jupiter, l’ultima composta dal Prediletto degli Dei, dal carattere grandioso che corona la produzione mozartiana, come un imponente testamento spirituale. In serata ci si sposterà in Piazza Duca degli Abruzzi, alle ore 21.30 per lo spettacolo di Enrico Brignano “Bello di Mamma”, il quale si presenterà con un’orchestra alle sue spalle. In un mondo che cambia velocemente, pieno di contraddizioni e richieste continue, tutti – prima o poi – sentiamo il bisogno di tornare a quell’abbraccio ancestrale che da bambini ci faceva sentire al sicuro. Il punto di partenza è l’immagine universale dell’infanzia: la voce della madre che risolveva le paure, una tazza di cioccolata, i cartoni animati, una coperta che scaldava gambe e cuore. Quel “bello di mamma” che proteggeva o, quando necessario, rimetteva in riga.  Il 18 agosto si ritorna nel chiostro, alle 21,15 per il frontman degli Spandau Ballet Tony Hadley, con l’orchestra dell’ISA diretta da Sandor Gyudi, con un “live” con le hit più cantate e ballate di un’epoca inossidabile. Il 19 agosto in Piazza Duca degli Abruzzi, stesso orario, sarà Cristiano De Andrè ad eseguire le composizioni di Faber.  Il repertorio è “il meglio del meglio” dell’opera summa di Faber ogni canzone trova spazio in una cornice melodica diversa ma sempre fedele all’originale, da quel dialetto duro, ma allo stesso tempo dolce che tanto amava il cantautore, si passa a pezzi iconici come Don Raffaè e Se ti tagliassero a pezzetti, proseguendo con alcuni brani di Storia di un impiegato. De Andrè interpreta le canzoni del padre alternando vari strumenti: dalla chitarra acustica e classica al bouzouky, passando dal pianoforte nonché all’immancabile violino.  Dopo Cristiano De Andrè il 20 agosto, alle ore 21,15, nel chiostro di San Francesco sbarcherà Ron, con l’ orchestra dell’Isa diretta da Valter Sivilotti. Insieme ad “Abitante di un corpo celeste”, “Più di quanto ti ho amato”, “Sono un figlio” e “I gatti”, Ron presenterà dal vivo le altre canzoni del disco, tra cui “Diventerò me stesso” e “Questo Vento”, brani che confermano la personalità sensibile e raffinata di un indiscusso protagonista della musica d’autore del nostro Paese. La scaletta prevede anche i grandi classici, da “Joe Temerario” sino a quel “Vorrei incontrarti fra cent’anni”, che festeggia il trentennale, da “Anima” a “Il gigante e la bambina”, da “Chissà se lo sai” fino alla celeberrima “Una città per cantare”, passando per “Non abbiam bisogno di parole” e “Piazza Grande”. Il 21 agosto, nel chiostro di San Francesco alle ore 21,15, in anteprima nazionale, andrà in scena lo spettacolo di e con Vince Vivenzio “Diario di un narcisista perbene”. Un viaggio psicologico nei meccanismi della manipolazione: il love bombing, la svalutazione, lo scarto, il crollo finale, che sarà portato in scena assieme a Pino Strabioli, il quale ne firma anche la regia. Il karma musicale di Francesco Gabbani avvolgerà il pubblico del Fime nella sera del 22 agosto, in piazza Duca degli Abruzzi alle ore 21,30 con il suo “Dalla Tua Parte – Tour 2026”, che prende il titolo dal suo sesto album che ha segnato l’inizio di una nuova fase artistica, partendo da “Viva la vita” presentato alla 75° edizione del Festival di Sanremo, che riflette una ricerca intima, in cui il cantautore cerca di leggere la vita all’interno degli incastri della quotidianità e degli atteggiamenti che adottiamo verso il nostro vissuto. Francesco Gabbani ripercorre con questo tour i dieci anni che lo separano dalla pubblicazione di “Eternamente ora”, l’album che conteneva “Amen“, il brano con cui conquistò il pubblico vincendo il Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte e che segnò l’inizio di uno straordinario percorso artistico. Dieci anni di musica, di evoluzione e di canzoni capaci di entrare nella vita delle persone. Finale del festival ancora nel segno di San Francesco con l’evento celebrativo degli 800 anni dalla morte del Santo, affidato ad Aldo Cazzullo, protagonista il 29 agosto nel chiostro alle ore 18. Cazzullo costruirà un percorso narrativo che intreccia storia e attualità, fede e dubbio, politica e poesia. Il suo Francesco è un rivoluzionario disarmato, un uomo che sceglie la povertà come gesto radicale e politico.

La prima esecuzione del Sacred Concert 2 Duke Ellington Celebration

 

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